Perché il cioccolato è un rimedio contro i dissennatori?

Perché il cioccolato è un rimedio contro i dissennatori?

I dissenatori, come sanno tutti i fan di Harry Potter, sono mortifere creature magiche. Non hanno un volto e indossano mantelli sformati che coprono una pelle grigiastra, viscida e rugosa. Hanno il potere di svuotare di pace, speranza e felicità l’aria che li circonda.

Durante un’intervista J.K. Rowling ha confermato che l’idea dei Dissennatori le è venuta durante uno dei periodi più oscuri e brutti della sua vita. Non è quindi difficile credere che l’ispirazione l’abbia avuta da una reale malattia mentale, la depressione.

«Sono esattamente quello che sono. È stata una scelta consapevole e l’ho trattata interamente dalla mia esperienza. La depressione è la cosa più sgradevole che mi sia mai successa. È l’incapacità di riuscire anche solo a immaginare di poter essere di nuovo felice. L’assenza della speranza. Quella sensazione di morte, che è così diversa dalla tristezza. La tristezza fa male, ma è un sentimento sano e necessario. La depressione è tutt’altra cosa.»

Non si può fare a meno di notare che il rimedio offerto per alleviare gli effetti dei Dissennatori è un pezzo di cioccolato.

Ma perché il cioccolato aiuta chi è sfuggito ad un Dissennatore?

Perché il cioccolato è un rimedio contro i dissennatori?

Perché è proprio lui, il cioccolato fondente, il vero cibo del buonumore, un antidepressivo naturale: il suo aroma incantevole, misto al suo contenuto in triptofano e teobromina, ci trasportano subito in un mondo più sereno, stimolando le endorfine e aumentando la produzione di serotonina, il famoso ormone della felicità.
Basta un quadratino di cioccolato per innescare una sensazione di benessere e appagamento. Il cioccolato è fonte di piacere, quindi induce il cervello a produrre endorfine, sostanze che danno euforia e riducono lo stress.

Ovviamente, nel mondo di Harry, il cioccolato sembra la cura per quasi tutti i mali mentre nel nostro mondo ce lo dice il Re del Cioccolato Ernst Knam che sull’argomento è sicuramente ferrato:

“Se in Paradiso non c’è il cioccolato, non ci voglio andare.”

Ernst Knam