Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter

Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter

Se i maghi vivono ai margini del mondo Babbano, sono ben lontani dal formare una comunità unita, che integri tutti i suoi membri. 
Alcuni maghi possono quindi essere rifiutati da altri. I personaggi più marginali di cui parleremo hanno molti punti in comune: sono solitari, devono sopportare le dure beffe dei loro coetanei, sono oggetto di spiacevoli voci. 
Il loro comportamento è talvolta legale al limite.

Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter

La figura del mago solitario, rifiutato dai suoi congeneri perché non integra i codici della maggioranza si ritrova in diversi personaggi che Harry incontra nel corso delle sue avventure. 
Nell’ambito di Hogwarts, molti studenti sono isolati dai loro coetanei perché il loro comportamento non corrisponde a una norma prestabilita. 
Hermione lo sperimenta nel volume 1: prima della festa di Halloween, il suo fare da so tutto io, fa sì che venga emarginata.

Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter


Nei volumi 2, 4 e 5, Harry deve sopportare gli sguardi accusatori di molti studenti, che sospettano che sia uno psicopatico pericoloso, o che voglia sempre attirare l’attenzione su di sé. 
La vita quotidiana è difficile nella scuola di Hogwarts per chi ha la sfortuna di dispiacere agli altri. 
Il caso più flagrante è quello di Luna Lovegood. Questa ragazza fantasiosa ed eccentrica è spesso vittima di prese in giro e scherzi di cattivo gusto e non riceve mai il sostegno dei suoi coinquilini. 
Deve aspettare fino al quarto anno per sentirsi finalmente integrata e accettata in un gruppo. 
Il comportamento di questi studenti la dice lunga sulla comunità a cui appartengono….

Hogwarts è il riflesso di una società in cui i maghi considerati bizzarri ed eccentrici sono spesso rifiutati dai loro contemporanei. 
Conducendo un’esistenza solitaria, sono spesso oggetto di voci e considerati pericolosi da altri maghi. 

Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter


Sirius Black, dopo essere fuggito da Azkaban, è costretto a partire, da solo, in fuga nei volumi 3 e 4, per ritrovarsi prigioniero nella sua casa di famiglia. 
La sua emarginazione è sottolineata dal fatto che spesso è costretto a prendere le sembianze di un cane per sopravvivere: ridotto allo stato di animale, gli è impossibile trovare un posto in una società che lo considera ufficialmente un pericoloso e criminale assetato di sangue. 
Mundungus Fletcher, nel frattempo, subisce spesso piccoli schemi e truffe di ogni tipo. 
A volte è difficile trovarlo e la sua associazione è considerata dannosa dai maghi più semplici (la signora Weasley e Moody non mi contraddiranno su questo punto). 
Si adatta al profilo dei maghi che vagano per Knockturn Alley, un quartiere poco frequentato da persone perbene, dove puoi trovare Hagrid, un’altra figura marginale nella comunità magica.

Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter

Ma ci sono altri personaggi che non rientrano nei codici della comunità magica, senza essere costretti a mangiare topi, nascondersi in una grotta o organizzare un commercio illegale. 
Anche Malocchio Moody è emarginato dal suo aspetto strano e dalla sua paranoia. Molte storie e voci circolano su di lui al punto che nessuno lo conosce abbastanza bene da smascherare l’impostore che ne ha preso il posto. 
Moody è l’epitome di un veterano di guerra, traumatizzato e incapace di adattarsi al tempo di pace. 

Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter


Allo stesso modo, Remus Lupin non può sperare di ottenere un lavoro commisurato alle sue capacità e condurre una vita normale perché è un lupo mannaro (In un certo senso, Remus Lupin rappresenta coloro che, poiché sono diversi, perché soffrono di una malattia, non riescono a sentirsi integrati in una comunità). Questi personaggi possono evocare per il lettore esempi che troviamo oggi, nella nostra società.

I maghi non sono gli unici che possono essere emarginati all’interno della comunità magica. Le creature senzienti sono altrettanto emarginate. 
I Goblin sembrano confinati alle professioni finanziarie e devono lavorare per far sentire le loro richieste. Gli elfi domestici sono ridotti in schiavitù e privati ​​di molti diritti. I centauri, d’altra parte, vivono nascosti nelle foreste, lontani dal mondo magico.

È importante sottolineare che molti maghi possono essere colpiti, per ragioni molto diverse, da questa forma di emarginazione (potrei, nei miei esempi, citare ancora Xenophilius Lovegood, Stan Picchetto, Sibilla Cooman, Piton e persino Silente). 
I romanzi della Rowling si sforzano quindi di mostrarci come un individuo possa ritrovarsi solo, a volte nella precarietà, perché incompreso o perché altri maghi hanno pregiudizi su di lui. Alcuni si salvano solo incontrando maghi tolleranti e di mentalità aperta (è il caso, in particolare, di Luna Lovegood, Hagrid ma anche Sirius Black e Remus Lupin). Altri si perdono perché, di fronte a una triste solitudine, travolti da un sentimento di rivolta, da un desiderio di vendetta.

Ecco cosa vuol dire essere emarginati nel mondo di Harry Potter

È possibile che la caratterizzazione di questi personaggi sia influenzata dall’esperienza della Rowling come madre single. 


La varietà di maghi incompresi o solitari nei romanzi sembra quindi essere un messaggio per i lettori: siamo così aperti a vedere in modo diverso coloro che gli altri rifiutano e ignorano a causa dei loro pregiudizi?