Le scene tagliate tra Severus Piton e Igor Karkaroff e il coro di Hogwarts nel Calice di Fuoco

Le scene tagliate tra Severus Piton e Igor Karkaroff e il coro di Hogwarts nel Calice di Fuoco

Ci sono molte scene tagliate/cancellate dai film di Harry Potter. Le ragioni di queste sono varie. Ma molto ha a che fare con il non prolungare ulteriormente la durata del film. Quindi quanto è importante per noi la durata del film? Per noi è molto prezioso vivere il magico mondo del film anche solo per un secondo in più.

Questa sequenza si colloca nel momento successivo alla presentazione delle due scuole che si contenderanno con Hogwarts la Coppa Tremaghi: Durmstrang e Beauxbatons. Gli studenti di Hogwarts, guidati da Silente, si alzano in piedi e cantano una canzone in omaggio ai graditi ospiti col preside che svolge le funzioni di direttore d’orchestra. Possiamo vedere anche Harry e Ron cimentarsi con il canto, mentre Draco appare molto più riluttante. Subito dopo l’intermezzo canoro, il film torna sulla strada conosciuta ai più, mostrando la scena dell’arrivo al castello di Malocchio Moody.


Durante il ballo del Ceppo, in occasione del Natale, avrebbe dovuto essere aggiunta una scena anticipatrice del ritorno di Voldemort. Harry, infatti, durante la cerimonia sente Severus Piton e Igor Karkaroff, preside della scuola di Durmstrang ed ex Mangiamorte, parlare del Marchio Nero.

Se fai attenzione all’intero film, subito dopo la parte in cui doveva esserci questa scena, Harry si avvicina a Hermonie sui gradini e lei gli chiede
“dove sei stato?!? Non importa!” A letto tutti e due!!

Come si nota dalla scena. Severus è tranquillissimo e non ha paura mentre Karkaroff e terrorizzato a morte. Lo si vede dai suoi movimenti così sicuri, lo si sente dalla sua voce tranquilla e anche un tantino annoiata per l’insistenza di Karkaroff che si vede, lo sta infastidendo. Quando poi Igor dice: “io non ho paura…tu puoi dire lo stesso?”. Severus ha messo a tacere quel codardo, che tra l’altro in passato lo aveva accusato in tribunale per avere salva la pelle.